Wilhelm #Wagenfeld, altro gigante uscito dalle fucine del Bauhaus.
Il suo scopo non era farsi applaudire nei salotti, ma creare lo standard definitivo per la vita quotidiana.
Quando disegnò la celebre lampada WA24 (conosciuta proprio come “La lampada del Bauhaus”), usò una base di vetro, un tubo di metallo e una cupola semisferica.
Niente di strano. Nessuna firma visibile.
La standardizzazione per lui non era noiosa: era democratica. Un oggetto eccellente che svolge il suo compito in modo così impeccabile da diventare invisibile.
Il miglior #design è quello che, una volta visto, ti fa dire: “Certo, non poteva che essere fatto così”.