C’è un equivoco che sta distruggendo la credibilità della Pubblica Amministrazione e del Terzo Settore: l’illusione di dover comunicare come una multinazionale che vende bibite gassate.
Quando un ente pubblico, un consorzio sociale o una fondazione cerca di “attirare l’attenzione”, di “fare engagement” o di essere “creativo”, tradisce il suo mandato. La comunicazione civica non è un mercato. Il cittadino non è un consumatore da persuadere, ma un individuo da guidare. Soprattutto nei momenti di fragilità.
Questo libro è un manuale pratico per cercare di invertire la rotta.
Non troverai teorie sul marketing digitale o consigli su come scrivere post virali.
Troverai un protocollo di igiene visiva e verbale.
Questo non è un libro per tutti.
È scritto per i Dirigenti Pubblici, i Project Manager del Terzo Settore, gli Operatori Sociali e i Progettisti Visivi che sono stanchi della comunicazione “biodegradabile”.
È per chi deve garantire che un servizio sia accessibile a tutti, dal cittadino analfabeta al professionista. Se pensi che la forma sia solo “rendere le cose belle”, chiudi questa pagina. Se capisci che la forma è un’infrastruttura democratica, questo libro può diventare un tuo strumento di lavoro.
Edito da ZeroSismico Editore (Ivrea).
Pensato per l’uso, non per l’esposizione.
Rilegato a filo refe per aprirsi a 180 gradi sulle scrivanie degli uffici tecnici.
Stampato su carta materica, in Italia da Tipografia Mascherin (PN)