Spesso vediamo trattare gli spazi (la pianta di una casa, la homepage di un sito) come tele bianche da riempire per appagare l’ego estetico del Progettista, dimenticando chi dovrà viverci dentro.
LeCorbusier, uno dei padri assoluti del modernismo, detestava questa visione romantica. Per lui l’architettura non era scultura monumentale.
Coniò una definizione brutale e geniale: “La casa è una macchina per abitare”.
Una macchina non ha elementi inutili. I suoi ingranaggi sono calibrati su una sola cosa: il corpo umano che la deve adoperare. Per questo inventò il Modulor, un sistema di misure basato interamente sulle proporzioni umane. L’altezza dei soffitti, la larghezza delle porte, tutto doveva essere un’estensione logica di chi usava quello spazio.
Il #Progetto deve piegarsi all’utente, mai viceversa.